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Di cosa si tratta

Approfittando delle ottime infrastrutture che la cantina di Changins ci mette a disposizione, abbiamo deciso di vinificare (o perlomeno di provarci) uno spumante secondo il metodo classico (con rifermentazione in bottiglia). Restando fedeli a questo «méthode champenoise» vinificheremo del Pinot Nero e dello Chardonnay in un totale di 300 kg. Questa quantità d’uva equivale circa a 180 litri, ossia 250 bottiglie.

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Chiunque voglia sostenerci è il benvenuto!

Per poter realizzare questo progetto abbiamo innanzitutto bisogno di uve di qualità. Per questo abbiamo deciso di comprarle dall’azienda biodinamica La Colombe, di Féchy (VD), dove Helena ha svolto una stage di un anno prima di iniziare gli studi a Changins.

Oltre alle uve, ci serviranno anche lieviti selezionali e del materiale come bottiglie, tappi, etichette…

La realizzazione del nostro spumante ha quindi un costo non indifferente, specialmente se si è studenti. Ecco quindi come è nata l’idea del Crowdfunding.

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Che c’è di speciale nel nostro progetto

Come si fa uno spumante?

Innanzitutto ci vuole tempo. Molto.

La produzione di uno spumante secondo il metodo tradizionale, proprio come è stato sviluppato nella regione francese Champagne, è un processo complesso e lungo. Innanzitutto si prepara un vino chiamato «di base», risultato da una normale fermentazione alcolica. In un secondo tempo segue un’altra fermentazione, questa volta in bottiglia, indotta dall’aggiunta di lieviti e zucchero. Questa seconda fermentazione inizia e termina in bottiglie chiuse con un tappo a corona (come quello delle bottiglie di birra, per intenderci). Le bottiglie vengono sistemate orizzontalmente e lentamente al loro interno si forma dell’anidride carbonica e i lieviti sedimentano. Una volta terminata questa seconda fermentazione lo spumante necessita di un periodo di riposo. Più a lungo lo spumante riposa sui lieviti e più questo potrà acquistare caratteristiche particolari. L’aromaticità e la complessità aumentano e il vino si arrotonda e aumenta di corpo. Al contempo le bollicine si fanno più fini e piacevoli al palato. Questo periodo di riposo può durare a lungo. Gli Champagne d’annata riposano almeno tre anni. Quanto tempo occorrerà al nostro spumante ancora non possiamo saperlo. Ad intervalli regolari di qualche settimana stapperemo una bottiglia per assaggiarla e decidere se farlo riposare ancora oppure no.

E una volta pronto? Allora sarà il momento del «remuage», ovvero raccogliere i sedimenti nel collo della bottiglia per eliminarli in seguito con la sboccatura.

Se la cosa vi interessa, vi terremo aggiornati via e-mail sugli sviluppi della vinificazione, sulle decisioni prese e gli interventi effettuati e sulle nostre impressioni. Il progetto comincerà con la vendemmia ad inizio settembre 2018.

Vi preghiamo di comunicarci un vostro recapito email per tenervi costantemente informati sull’evoluzione del nostro spumante: elisa.bontognali@gmail.com

GRAZIE Helena & Elisa

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